Alla domanda su come si chiama il figlio di Ulisse, la risposta più nota è Telemaco: il giovane che nell’Odissea resta a Itaca in attesa del ritorno del padre. Però il mito greco non è sempre lineare, e nelle tradizioni successive compare anche Telegono, figlio di Circe. Qui chiarisco subito la risposta corretta nel contesto classico e poi distinguo le varianti, così la lettura resta netta e utile.
La risposta breve è Telemaco, ma le tradizioni tarde aggiungono anche Telegono
- Nel racconto omerico il figlio di Ulisse e Penelope è Telemaco.
- Nelle tradizioni successive compare anche Telegono, figlio di Ulisse e Circe.
- Se il contesto è scolastico o legato all’Odissea, la risposta attesa è quasi sempre Telemaco.
- Telegono appartiene a un filone mitologico più tardo e meno noto, ma utile per capire come si è sviluppato il mito.
- La confusione nasce perché la genealogia di Ulisse cambia a seconda della fonte antica consultata.

La risposta breve è Telemaco
Se devo dare una risposta diretta, senza giri di parole, il figlio di Ulisse è Telemaco. È il nome che compare nella tradizione omerica e quello che di solito ci si aspetta in un contesto scolastico o divulgativo. Nell’Odissea, Telemaco è il figlio di Ulisse e Penelope, e la sua presenza è centrale perché rappresenta il legame tra il ritorno dell’eroe e la continuità della casa di Itaca.
Questa è la risposta da memorizzare per prima, perché è la più stabile e la più condivisa. Ma proprio qui nasce il punto interessante: il mito non si ferma alla versione più famosa, e alcune tradizioni aggiungono un secondo figlio che cambia il quadro. Per capirlo bene, bisogna distinguere le fonti.
Perché alcune fonti parlano anche di Telegono
Quando si entra nelle versioni successive del ciclo troiano, compare Telegono, figlio di Ulisse e Circe. È una figura meno nota di Telemaco, ma decisiva perché mostra come i miti antichi si arricchissero nel tempo con episodi nuovi, spesso nati per collegare Ulisse ad altri racconti del Mediterraneo.
| Personaggio | Madre | Tradizione principale | Perché conta |
|---|---|---|---|
| Telemaco | Penelope | Omero e tradizione omerica | È il figlio più noto e la risposta standard alla domanda |
| Telegono | Circe | Tradizioni tarde e ciclo epico successivo | Introduce un lato più tragico e complesso della discendenza di Ulisse |
In pratica, Telemaco appartiene al cuore dell’Odissea, mentre Telegono vive soprattutto nelle riscritture e nei testi successivi. Questa distinzione è utile perché evita l’errore più comune: trattare tutte le versioni come se fossero equivalenti. Non lo sono, e la differenza tra i due personaggi dice molto su come i Greci immaginavano il destino degli eroi.
Telemaco, il figlio che cresce nell’assenza del padre
Telemaco non è un personaggio secondario messo lì solo per completare l’albero genealogico. Nella narrazione omerica ha una funzione precisa: rappresenta il figlio che deve imparare a stare al mondo senza il padre, e proprio per questo compie un percorso di maturazione. I primi libri dell’Odissea sono spesso letti come una specie di “educazione di Telemaco”, perché raccontano la sua ricerca di notizie su Ulisse e la sua presa di coscienza come erede.
Dal punto di vista simbolico, Telemaco è importante perché incarna la continuità: la casa di Ulisse non resta vuota, la memoria del re non si spegne e il ritorno del padre ha senso proprio perché esiste un figlio in grado di raccoglierne l’eredità. È un dettaglio narrativo che a volte passa in secondo piano, ma in realtà regge una parte enorme del significato del poema. Ed è anche il motivo per cui, quando si parla del figlio di Ulisse, la risposta non è solo un nome: è una funzione dentro il mito.
Telegono, il figlio che sposta il mito verso il tragico
Telegono appartiene a un registro diverso. Nelle versioni tarde, il suo nome si lega a Circe e a una storia molto più drammatica: cerca il padre, lo incontra senza riconoscerlo e finisce per ucciderlo per errore. Qui il mito cambia tono e diventa quasi una riflessione sulla distanza tra padri e figli, ma anche sul fatto che la conoscenza, nell’epica, arriva spesso troppo tardi.
Questo personaggio è utile da conoscere perché spiega perché, in alcuni testi, Ulisse non abbia un solo figlio “famoso”, ma almeno due figure centrali attorno alle quali si costruiscono tradizioni diverse. Telegono non sostituisce Telemaco: lo affianca in un altro ramo della leggenda. Se Telemaco rappresenta l’attesa e la successione, Telegono porta dentro il mito il tema dell’errore irreparabile. È una differenza forte, e non vale la pena appiattirla. Dopo aver separato i due personaggi, resta solo un ultimo passaggio utile: capire come non confondersi quando leggi le fonti.
Come orientarti tra le versioni del mito senza fare confusione
Il modo più semplice per non sbagliare è questo: se la domanda arriva da un contesto scolastico, da Omero o da una lettura classica dell’Odissea, rispondi Telemaco. Se invece il discorso si allarga alla mitologia successiva, allora conviene aggiungere che esiste anche Telegono, figlio di Circe. Questa distinzione non è un tecnicismo da specialisti; è proprio il punto che evita risposte incomplete.
- Telemaco = risposta standard, tradizione omerica, figlio di Penelope.
- Telegono = variante tarda, figlio di Circe, legato a una trama tragica.
- Ulisse e Odisseo = stesso eroe, ma con nomi diversi nelle tradizioni latina e greca.
- Se un testo parla di “figlio di Ulisse” senza altre precisazioni, di solito intende Telemaco.
Io terrei a mente proprio questa regola pratica: prima cerchi la risposta più comune, poi verifichi se il contesto sta parlando di una versione ampliata del mito. È il modo migliore per leggere bene una leggenda che, come spesso accade con i racconti antichi, non ha una sola linea narrativa ma più strati sovrapposti.
Per ricordarlo bene, guarda al ruolo del figlio nel racconto di Ulisse
La risposta essenziale resta questa: Telemaco è il figlio di Ulisse nella tradizione più nota e più autorevole, mentre Telegono appartiene a una variante successiva che arricchisce il mito con un finale più oscuro. Se vuoi fissare il dato in modo netto, pensa a Telemaco come al figlio dell’Odissea e a Telegono come al figlio delle tradizioni tarde.
È una distinzione piccola solo in apparenza, perché cambia il senso dell’intera storia: da un lato l’eredità, dall’altro il tragico incontro mancato. Ed è proprio in questa doppia lettura che il mito di Ulisse continua a restare vivo, ancora oggi, per chi vuole andare oltre la risposta più breve.
